Tre iniziative per rafforzare l'economia della provincia nel settore turistico
Tre iniziative per rafforzare l'economia della provincia nel settore turistico
La discussione sul turismo ferrarese è paragonabile ad un cantiere buono ma, secondo me, aperto da troppo tempo.
Il turismo ha la funzione di “cartina di tornasole” di un sistema socio-economico-amministrativo locale, e proprio per questo è soggetto a continue variabili.
È da consigliare però il rapido abbandono di discorsi e di analisi generiche.
Lasciamo quindi aperto “il cantiere” ai contributi di creatività e di intelligenza, che a Ferrara non mancano, ma concentriamoci su alcune cose fattibili.
A maggior ragione ciò è necessario per coloro che le imprese hanno delegato a rappresentarle, forti del fatto che creano lavoro e ricchezza e determinano così, la qualità sociale del territorio.
L’unica considerazione di ordine generale, ma significativa perché rende possibile andare avanti, che emerge dal dibattito, è il clima positivo tra le istituzioni politiche ed economiche locali basata non più, come nel passato, sulla diplomazia istituzionale, ma sulla consapevolezza del “dover fare insieme”.
Fare cosa?
Tra le tante, tre mi sembrano le iniziative non solo necessarie ma alla nostra portata per rafforzare l’economia di questa provincia nel settore turistico:
- nel turismo balneare è assolutamente necessario migliorare la qualità dell’offerta incentrata, a parte i campeggi e i villaggi turistici, sulle case-appartamenti per vacanza e sulle seconde case che, da sole, e non sempre in modo identificabile, realizzano circa 3 milioni di presenze. Le agenzie immobiliari d’affari, pur tra loro non omogenee, rappresentano da anni una realtà che promuove il territorio e i suoi servizi: è da loro che dobbiamo ripartire. Dobbiamo capire con loro come decine di professionisti, seri e affidabili, possano essere coinvolti in un progetto di forte e positiva comunicazione nazionale (e non) che abbia alla base un codice di autoregolamentazione garantito dai singoli imprenditori che lo sottoscrivono e dagli Enti economici che lo sosterranno;
- per quanto riguarda il turismo di arte e cultura, mentre dobbiamo accelerare per fare di Ferrara quella che alcuni hanno definito la Città Accogliente, è obbligatorio, però, ricollocare Ferrara nel circuito del turismo organizzato. Aumentare le attuali 400.000 presenze per creare un’economia solida e non legata alla saltuarietà di qualche evento, vuol dire incontrare la domanda estera, entrare nei cataloghi dei Tour Operators, sottoscrivere contratti perché il grande turismo si muove in maniera programmata e organizzata. Ciò vuol dire che anche l’offerta ferrarese dovrà riorganizzarsi e soprattutto ridefinire, e in fretta, i propri strumenti perché oggi si trova ai margini del turismo organizzato;
- così come prevede il Piano 2010 dell’APT E.R., bisogna affrontare il grande tema del turismo enogastronomico. I prodotti locali, la loro trasformazione e la loro commercializzazione (anche tramite il turismo) sono la grande, e per molti aspetti nuova, risorsa che Ferrara può sperimentare. Un territorio e un’agricoltura di qualità, produttori e trasformatori di piccole dimensioni ma di grande eccellenza aiutano la vocazione turistica della città: compito nostro è trovare le forme organizzative giuste, che superino l’occasionalità e le generalizzazioni e sappiano incontrare un target di clienti diverso, che esiste e che è in crescita, del turista che vuole coniugare arte, cultura e gastronomia di qualità. È fuor di dubbio che in questo la nostra realtà si deve reinventare.
dott. Valerio Miglioli
Presidente Iniziative Turistiche soc. cons.a r.l.





