L’Ermitage non viene prima di tutto.
L'intervento su www.estense.com
mercoledì, 6 gennaio 2010
Massimo Maisto Vice Sindaco di Ferrara con delega Cultura e Turismo
Non credo dal potermi esimere dall’intervenire nel dibattito sulla cultura, che ha visto in queste ultime settimane numerosi e autorevoli interventi, ultimo dei quali quello della Prof. Cappelletti, presidente del comitato scientifico di Ermitage Italia.
Per prima cosa va preso atto che come amministrazioni locali siamo tutti convinti che la cultura (“Ferrara città d’Arte e di Cultura”) rappresenti una scelta strategica per la nostra città, dal punto di vista dell’immagine e dello sviluppo economico, ma anche della crescita civile e sociale. In campagna elettorale il candidato Sindaco Tagliani e la candidata Presidente della Provincia Zappaterra, hanno più volte segnalato che si doveva proseguire su questa strada, compiendo uno sforzo di maggiore concertazione fra Comune e Provincia, individuando le priorità, condividendo con altri partner gli ingenti oneri necessari per sostenere queste scelte, non escludendo la necessità di dover operare qualche rinuncia a causa delle non semplice situzione economica.
In questi mesi si è intrapreso un percorso che ha portato già ai primi risultati: il definitivo matrimonio fra Teatro Comunale e Ferrara Musica, la costruzione di un calendario delle principali manifestazioni di interesse turistico, un tavolo di lavoro comune con le associazioni di categoria e gli operatori del turismo, una serie di incontri con l’associazionismo culturale ferrarese.
Abbiamo rinunciato per scelta nostra al Festival Città e Territorio, gli organizzatori della Mille Miglia hanno deciso di non svolgere la tappa a Ferrara, stiamo confermando, cercando di rafforzarle, le altre manifestazioni: il Capodanno, i Buskers, il Festival di Internazionale, il mese del Palio, il Baloons Festival, Ferrara sotto le stelle, il Salone del Restauro. Non è più un mistero ormai che, anche sulla spinta delle necessità del sistema turistico, in evidente difficoltà, abbiamo chiesto uno sforzo straordinario a Ferrara Arte, affinchè preparasse in tempi brevissimi una grossa mostra già per la primanvera del 2010, senza costi aggiuntivi per il Comune di Ferrara, ma lavorando su risparmi, sulla ricerca di fondi privati e sulle sinergie locali, nazionali e regionali. Ritenendo le mostre di Ferrara Arte la partenza e il centro di qualunque politica di sviluppo del turismo culturale nella nostra città.
Una politica molto chiara.
Alcuni risultati sono già arrivati: la mostra del Boldini sta superando largamente le previsioni di affluenza (in un periodo in cui le grosse mostre faticano), trainando con sè anche un boom di visitatori al museo Boldini (più che triplicati rispetto agli anni passati), a riprova che una politica culturale avveduta unisce il grande richiamo con la valorizzazione del proprio patrimonio. Stiamo già lavorando alla nuova edizione del Festival di Internazionale, cercando di dare ancora più visibilità mediatica, in particolare su internet, per poter far parlare della nostra città tutto l’anno e non solo nei tre giorni della manifestazione.
Ferrara sotto le stelle ha già annunciato per il 6 giungo quello che sarà uno dei concerti rock più importanti dell’estate italiana (i Pixies in Piazza Castello, per i quali prevediamo che verranno esauriti i 5.000 posti disponibili con mesi di anticipo). E’ partita una riflessione istruttoria per poter allargare il ruolo di Ferrara Arte perchè possa promuovere mostre in Castello e soprattutto in altri comuni della Provincia. Abbiamo programmato la partenza di una tappa del Giro d’Italia. Tutto questo senza sacrificare le attività e il funzionamento delle nostre istituzioni stabili (biblioteche, musei e teatro) e gli impegni quotidiani e diffusi che fanno la forza di una città d’arte e di cultura. [omissis]
Elisabetta Gulino ha scritto il 7 gennaio:
Egregio signor Assessore, da tecnico che quotidianamente si confronta con l’utenza dell’offerta turistico-culturale della città, vorrei ricordare ancora una volta alcuni aspetti sui quali ritengo sia da porre grande urgenza e volontà di risoluzione: Al di là dei festival ed eventi poco strutturati ed i cui numeri di affluenza di pubblico non sono frutto di una precisa rilevazione quantitativo-qualitativa statistica, al di là degli eventi ora non più scontati – in primis il Balloons Festival – la città di Ferrara dispone di un invidiabile patrimonio storico-artistico culturale e monumentale di valenza internazionale, da salvaguardare e da rendere maggiormente fruibile.
Si parla da anni di un biglietto unico per l’accesso al Castello Estense (Provincia) e monumenti del Comune (Schifanoia, Marifsa, Museo Cattedrale…), ma nulla è stato fatto.
Di lunedì i musei sono chiusi, ma non mi risulta nessuna legge divina che impedisca la loro apertura anche di lunedì.
Nei giorni di maggiore affluenza turistica (sabato e domenica) andrebbero rivisti gli orari di apertura dei musei comunali come anche del Castello Estense (che chiude sempre alle 17,30).
Sono trascorsi oramai 6 (sei) anni e nulla è stato fatto per regolamentare in modo logico, sostenibile e ospitale l’accesso dei pullman turistici alla città (ricordando che il principale visitatore non è un adolescente bensì una persona non più tanto giovane).
Non esiste nemmeno una segnaletica specifica che indirizzi i pullman turistici ai parcheggi e i pochi punti salita e discesa passeggeri non sono evidenziati da una segnaletica apposita e comunque insufficienti e da condividere con i mezzi di linea dell’Acft.
Con preoccupazione prendo atto della progressiva chiusura di tante chiese per ragioni di sicurezza degli edifici.
Che cosa ne è del patrimonio artistico in esso presente?
Quali sforzi si stanno facendo per rendere il patrimonio maggiormente accessibile ai disabili?
Infine: Se la Foresteria di Ermitage e la Palazzina Giglioli nonché lo straordinario parco che la circonda sono un bene restaurato, mantenuto e sostenuto con il denaro della collettività perché il parco non è accessibile al pubblico?
Che uso si sta facendo della Foresteria?
E’ sotto gli occhi di tutti che le modalità ed i tempi da dedicare all’apprezzamento del patrimonio sono cambiati perché sono cambiati i ritmi, i tempi e gli stili di vita dei fruitori.
Forse qualche risposta è stata data ed io non l’ho colta.
Nel qual caso mi scuso sin da ora.





