a ferrara - turismi e promozione
a ferrara - turismi e promozione
Gentili Operatori,
ancora una volta ho sentito insistere sul fatto che Ferrara NON è una città turistica, considerato che i prenottamenti - pare - siano dovuti per l'80% non a ragioni prettamente turistiche bensì a motivi di lavoro ed affari.
Ebbene, di giorno però, negli stessi periodi in cui gli alberghi si riempiono di turismo di affari e spesso non solo in quelli, Ferrara registra un numero non indifferente di persone che si trattengono ella città per motivi turistici - cioè per visitare e conoscere la città e le sue bellezze - di parecchio superiore ai letti occupabili in città.
Ma di quanto? Nessuno lo sa perché ad oggi non è stato implementato nessuno strumento per valutare la quantità e la qualità di queste persone apparentemente "mordi-e-fuggi". Dico apparententemente perché in presenza di uno strumento per rilevare il turismo non pernottante si scoprirebbe che molto di turismo è forzato a questo comportamento, considerato che non teme ore e chilometri di strada per visitare in giornata la città.
Lo strumento è stato ripetutamente descritto: creare delle aree di accesso alla città sicure, obbligatorie e attrezzate (vedi miei interventi precedenti su questo forum) e presso le quali registrare dati importanti circa i visitatori (oltre a contenere fortemente il dilagante abusivismo di cui nessuno sembra però essere preoccupato o interessato).
Ma se non si comincia a quantificare e ad analizzare qualitativamente in modo mirato questo turismo, non si riuscirà ad attuare una politica di promozione del territorio mirata, efficace e adatta e non si riuscirà a capire senza andare troppo per "tentativi-ed-errori" che cosa fare, che cosa migliorare e - perché no, che cosa non fare più, continuando a disperdere tempo e risorse senza raggiungere ciò che si vorrebbe: aumentare il turismo, aumentare le opportunità di lavoro e di reddito per il territorio, aumentare i pernottamenti in città.
Ribadisco: dire che è aumentato il turismo americano sulla base dei pernottamenti - salvo rivelarsi persone legate alle forze armate internazionali solo temporaneamente alloggiate in strutture ricettive - e non cogliere il costante aumento del turismo spagnolo e dei nuovi paesi dell'Unione Europea che viene di proposito a Ferrara ma non pernotta per delle altrettanto precise ragioni, induce a scelte e pianificazioni anche delle azioni di promozione e di implementazione delle lingue nelle quali promuovere il territorio assolutamente fuorvianti.
Perché si continua ad ignorare questo fatto?
elisabetta concetta gulino
Gentilissima Elisabetta,
come affermato nell'incontro di ieri sera, anch'io concordo sul fatto che attualmente Ferrara sia una città "potenzialmente" Turistica e che non è stata ancora in grado di attivare un adeguato volano che la confermi tale.
A sostegno di ciò e per condividere concetti e proposte che porto avanti ormai da tempo, allego la mia introduzione, fatta esattamente 2 anni fa, in occasione di un incontro Assoimprese con l'Assessore Stabellini.
In particolare, relativamente alla mancanza di un vero Sistema Turistico Ferrara, credo sia utile evidenziare come la somma dei visitatori dei primi 5 Musei cittadini, escluso il Castello Estense, non raggiunga nemmeno la metà dei visitatori dello stesso Castello. Con questa mancanza di osmosi, in una Città d'Arte è difficile trasformare gli escursionisti in turisti. Fermo restando che anche il movimento escursionistico, ed in particolare quello scolastico, andrebbe "sfruttato" innanzitutto come strumento di amplificazione e promozione.
Infine ritengo che anche la crescita turistica di una Città d'Arte non può prescindere da una parallela crescita sul territorio dei settori produttivi manifatturieri, in grado di garantire quella ricchezza diffusa indispensabile per sostenere il terziario e gli eventi.
Riccardo Cavicchi
Presidente Assoimprese Ferrara e Candidato per il PDL al Consiglio Comunale
Re: a ferrara - turismi e promozione
Caro Riccardo Cavicchi,
ricordo molto bene l'intervento di presentazione del progetto promozione scuole, e spesso mi sono chiesta cosa ne fosse divenuto dello stesso. Ricordo che il progetto è stato anche ricordato in questo forum.
A chi non fosse ancora chiara l'importanza della considerazione e valutazione quantitativa e qualitativa del chiamiamolo "turismo diurno" per ragionare sulle azioni, sulle possibilità e sui limiti del turismo a Ferrara, propongo di ragionare per sottrazione ovvero di immaginare Ferrara senza questo tipo di pubblico. Faccio alcuni esempi:
vantaggi
- verrebbe a cadere la necessità dell'UIT nell'atrio della stazione e si risparmierebbe su personale e affitto;
- verrebbe a cadere il pensiero di un deposito bagagli nella stazione ferroviaria;
- si ridurrebbe l'orario di apertura dello IAT con conseguente risparmio sui costi di gestione (luce, riscaldamento, personale, pulizie);
- verrebbe a cadere la necessità di manutenzione e revisione della segnaletica turistica (visto che già diversi cartelli sono evidentemente deteriorati per la qualità dei materiali scelti);
- si risparmierebbe sulle piantine cartacee e su altro materiale cartaceo utile al visitatore per orientarsi e organizzarsi nella visita alle bellezze locali;
- decadrebbe immediatamente il problema "pullman turistici";
- il pampapato (o pampepato che dir si voglia) tornerebbe ad essere prodotto esclusivamente in occasione delle festività natalizie (= "come una volta");
- non ci sarebbe più nessuna necessità di pensare a mostre ed eventi a pagamento;
- si ridurrebbero i costi per la pulizia delle strade del centro storico;
- si ridurrebbero i decibel uani prodotti in orario diurno.
effetti collaterali
- i noleggi bicicletta si ridurrebbero ad uno solamente, quello alla stazione ferroviaria;
- il numero di visitatori ai musei sarebbe talmente basso da indurre gli amministratori degli stessi a contrarre l'orario di apertura, possibilimente - in molti casi - a limitarlo ai giorni festivi e prefestivi;
- si estinguerebbe - o quasi - la categoria delle guide turistiche e così sarebbero poi i direttori d'albergo o il loro personale, i funzionari e dirigenti delle Amministrazioni pubbliche ad occuparsi direttamente della presentazione della città ai visitatori - italiani o stranieri che essi siano;
- numerosi bar e ristorazioni chiuderebbero e/o osserverebbero un orario di lavoro più ridotto, magari introdurrebbero un giorno o una mezza giornata di chiusura aggiuntivi;
- il personale alla biglietteria del Castello e allo IAT Castello riposerebbe le orecchie dai suoni di chiarine e tamburi e da esternazioni Estensi perché gli attori stanchi si suonare in spazi vuoti rinuncerebbero a questo impegno a favore di una domenica più riposante;
- il progetto Hermitage non sarebbe più di nessun interesse e nemmeno l'uso (?) degli spazi ad esso dedicati;
possibili effetti collaterali
- l'accessibilità della città ai disabili perderebbe un importante sostenitore;
- le piste ciclabili verrebbero presto ridotte ad altri usi;
cosa certamente resterà
- il turismo diurno non è responsabile delle scritte deturpanti sulle pareti e sui cartelli stradali;
- la quiete notturna non aumenterà.
In molti punti della stessa, Ferrara tornerebbe ad essere una città metafisica e surreale anche di giorno. Forse è questo l'obiettivo ed io non l'ho ancora colto.
Comunque, consiglio di provare ad aggiungere alle singole voci altri contenuti e poi, quando avermo - forse - creato per ogni voce una lista ricca ed esauriente, proverei a ragionare sulle conseguenze di tipo sociale, economico, professionale ed altro sulla città.
elisabetta concetta gulino





